#veronesi L’oncologo è morto oggi.

« Mio padre era un fittavolo della pianura lombarda, stavamo fuori Milano, anche se non lontanissimi. La vedevamo come la grande meta di chi vive nei sobborghi. Quindi la nostra grande speranza era di diventare “cittadini”: si andava a scuola facendo 4-5 chilometri a piedi tutte le mattine, anche in pieno inverno, con i nostri calzoni corti, con quella cultura naturalistica del mondo agricolo. La conquista è stata lenta ma ci ha molto gratificato come tutte le grandi forme di emancipazione.[4] »

Fu bocciato per due volte al ginnasio.[5]Ricorderà:

« Da ragazzo mi vedevo bruttissimo, ero convinto che le ragazze non potessero degnarmi di uno sguardo, ed ero sicuro che nessuna mai si sarebbe innamorata di me. Forse perché ero davvero troppo alto per la mia età […]. E per sfogare questo senso di inadeguatezza facevo il monello e mi rifiutavo di studiare.[6] »

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Umberto_Veronesi

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